Tavola rotonda: Noi e il nostro "business esistenziale"

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Irinushka
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Tavola rotonda: Noi e il nostro "business esistenziale"

Post by Irinushka »

Tavola rotonda, come suggerisce il glossario, “pone a confronto un gruppo di esperti su un tema predeterminato.”

Nel nostro caso la tavola rotonda è più che altro un regime dell’eccitabilità, un ambiente vibrazionale in grado di accogliere e di stimolare un volo del pensiero magico, di quel pensiero che non è altro che una “messa a terra preliminare”, un movimento mentale ritmico e trasversale che semplicemente precede e preconfigura ciò che poi diventerà una realtà manifestata a livello tangibile.

L’ambiente in cui convogliare insieme diversi rappresentanti, partecipanti e portatori del nuovo ordine delle cose, sia rappresentanti umani che “gli altri” :) .

Con lo scopo di far convergere dentro questa nostra “stanza delle trattative” diverse modalità di eccitarsi, di pensare, di sentire, di essere, di vibrare, di inclinarsi, di comandare, di succedere, di riempire lo spazio fisico con "gli ultrasuoni", di dare un senso alle cose.

E il tema predeterminato da esaminare in questo ambiente multisonoro sarà questo: come rieccitare e riorganizzare la materialità esistente affinché essa possa integrarsi nel modo migliore dentro il nuovo Sistema Operativo (SO) e diventare un conduttore, una messa a terra e una manifestazione tangibile del modo di vita ondulare?

Per esempio, si potrebbe usare questo approccio, ragionando su scala globale: se io fossi incaricato dell'installazione del nuovo SO e avessi a mia disposizione tutte le risorse e le coperture finanziarie necessarie, come procederei?

Quali sono, dal punto di vista del mio pensare – sentire – percepire ad ampio spettro, i momenti salienti del passaggio della staffetta dalla vecchia materialità della Terra alla nuova materialità della Terra?
Che cosa viene prima e che cosa viene dopo?

Oppure possiamo concentrarci su una messa a fuoco più personalizzata: se io potessi predisporre il mio modo di vita ideale, il mio regime ideale di presenza sulla Terra, come definirei le mie vere esigenze e le mie priorità, in quali categorie descriverei la mia naturale trasmissività, la musica inerente al mio “Io sono”, i punti di riferimento chiave del mio “business, alias benessere, esistenziale”?

Lasciando volare libero il proprio pensiero senza condizionamenti né restrizioni e… vedremo che cosa succederà... :)
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Lalla
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Re: Tavola rotonda: Noi e il nostro "business esistenziale"

Post by Lalla »

Ciao a tutti....Bella sfida Irina,complimenti! Se io avessi le coperture finanziarie necessarie :roll: ...come ti avevo detto un po di tempo fa....proverei a raggruppare tutti quelli che hanno dei "doni"speciali per fare un gruppo di partenza,un gruppo pilota ,che ,spero, riesca a creare belle cose,che riesca ad insegnare anche agli altri a fare belle cose...Credo tanto che l'unione fa la forza...credo che nel nuovo SO sara molto importante il lavoro di scquadra se lo posso chiamare cosi....In ogni caso se avessi questa copertura finanziaria l'affiderei senz' altro a Massimo per gestirla e questo per il mio bene, per il vostro bene e perche mi fido tanto delle sue capacita sia spirituali sia pratiche....come le coperture extra senzoriali le affido ad Irina perche mi fido tanto delle sue capacita,della sua potenza... Un abbraccio a tutti voi

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Irinushka
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Re: Tavola rotonda: Noi e il nostro "business esistenziale"

Post by Irinushka »

Ciao, Lalla!
In effetti, è una bella sfida… :)

Intorno a noi sta girando una quantità impressionante di energie, cercando gli sbocchi migliori per “mettersi a terra”. Però, siccome esse “sono venute da fuori” e non sono molto pratiche di questo mondo, mentre girano, continuano ad interrogarci: “Voi come (dove) ci vorreste? Dobbiamo piazzarci in una posizione così o in una posizione cosà?

Noi siamo delle energie e degli algoritmi potentissimi, siamo i geni dell’Universo, ma il compito di creare i regimi in cui noi potremo metterci al vostro servizio, spetta a voi”. :)

Ecco, proviamo ad immaginare un enorme aeroporto (la nostra Terra) che dispone di numerosissime piste di atterraggio (sensi, contesti della fattibilità, regimi della presenza) e un mucchio di aerei che ci stanno volando sopra, in attesa di essere richiamati dalla Torre di controllo per atterrare.
Quale sarà l’ordine e la procedura di atterraggio che noi predisporremo per questi aerei?

Ovviamente, bisogna partire da sé stessi, dalla propria trasmissività, dalla propria maniera di dare un senso alle cose.

Abbiamo a disposizione delle piste lunghe, dove potrebbero atterrare degli aerei superpotenti, ma possiamo predisporre anche di piste più piccole, tipo "usa e getta", adatte ad accogliere “gli aiuti di primissima necessità”.

E quindi dobbiamo provare a valutare i nostri effettivi bisogni e le nostre inclinazioni naturali, sia nel nostro attuale "qui ed ora", sia in prospettiva, calcolare e tracciare il nostro profilo ideale della presenza sulla Terra, quello in cui il nostro specifico “dare” e il nostro specifico “ricevere” potranno allinearsi in un equilibrio perfetto.

“Da ognuno – secondo le sue capacità, ad ognuno – secondo i suoi bisogni”, recita il famoso slogan marxista, e non lasciatevi scoraggiare dal fatto che il tentativo di realizzarlo in pratica, creando una società socialista – “il paradiso dei lavoratori”, sia fallito clamorosamente.

Lo slogan è giusto, solo che nella vecchia e sottomanifestata materialità della Terra non poteva assolutamente funzionare. Mentre nella nuova… :)
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Luca
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Re: Tavola rotonda: Noi e il nostro "business esistenziale"

Post by Luca »

eh già davvero una Bella impresa :)

inizio con un primo elemento: la capacità di assistere nel processo che un altro compie per essere Autonomo, Libero e Connesso con il proprio Cuore.

poi un secondo elemento di carattere più pratico ma che è collegato a quello che ho detto sopra: manifestare la capacità di avere tutto ciò di cui ho bisogno (soldi, vestiti, cibo, mezzi, opportunità, conoscenze, situazioni, intuizioni ....) nel momento adatto (perfetto) e senza necessità di creare accumuli e riserve.
Tutto in risposta alle mie richieste che promanino dalla fonde grande che, dentro di me, vuole la mia felicità.

In altre parole manifestare l'essere in maniera permanente ed in costante evoluzione in quel flusso creativo universale dove sia stata superata la paura di perdere qualcosa e sia stata dissolta la necessità di dover accumulare denaro, oggetti, affetti, ecc.....

Rimanere saldo nella fiducia che l'Universo mi sostiene costantemente.

In immagine: la capacità di surfare sull'onda che mi spinge a vivere tutto ciò di cui ho bisogno, con gioia e creatività, unita alla capacità di creare, richiamare, modulare quell'onda stessa.

un terzo elemento: che io sia in grado di stimolare gli altri nel rimanere nel proprio flusso con l'Universo, stimolare le persone ad autoapprendere la propria personale capacità di rimanere sulla tavola da surf e di parlare alla propria onda.
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penso ad altro .... e poi vi aggiorno :)

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Massimo
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Re: Tavola rotonda: Noi e il nostro "business esistenziale"

Post by Massimo »

Irinushka wrote: Per esempio, si potrebbe usare questo approccio, ragionando su scala globale: se io fossi incaricato dell'installazione del nuovo SO e avessi a mia disposizione tutte le risorse e le coperture finanziarie necessarie, come procederei?

Quali sono, dal punto di vista del mio pensare – sentire – percepire ad ampio spettro, i momenti salienti del passaggio della staffetta dalla vecchia materialità della Terra alla nuova materialità della Terra?
Che cosa viene prima e che cosa viene dopo?
Parlando della questione dal punto di vista generale, secondo me la risposta è già inclusa nella domanda e Lalla, con la sua sensibilità naturale, l’ha acchiappata al volo (a proposito, grazie Lalla per la fiducia!). :D

Come anche molte fonti reperibili su internet (ad esempio Karen Bishop) hanno descritto, in questi ultimi 10-15 anni molte persone e “consapevolezze” sparse sulla Terra hanno dato vita ad un movimento energetico, ad un flusso di pensieri, di intuizioni, di sentire-pensare che ha progressivamente raggiunto una massa critica sufficiente a determinare dei cambiamenti nello stato della Terra tali da arrivare al punto di permettere l’installazione di questo nuovo SO.

Tutto questo finora è avvenuto specialmente ad un piano che potremmo chiamare “superiore” e che non coincide esattamente (e, spesso, piuttosto poco) con il piano delle migliaia di incontri, di canalizzazioni, di meditazioni di gruppo, di conferenze, etc. etc. che si sono tenuti in questi anni (e che si continuano a tenere anche ora) e che hanno fisicamente coinvolto moltissime persone, ma che in qualche modo, nonostante tutte le migliori intenzioni e per oggettivissimi motivi, sono stati eminentemente “teorici e circoscritti”.

Attenzione, con questo non voglio dire che non abbiano generato cambiamenti spesso anche profondissimi nell’esistenza e specialmente nell’approccio all’esistenza di moltissime persone, ma solo che questi cambiamenti, pur basati su delle “filosofie universali” e prendendo spunto da quelle che erano delle diverse (da quella canonica) visioni dell’esistenza in senso lato, sono stati puntati a cambiare il modo di interagire del singolo con il resto del mondo.

L’idea alla base di moltissime di queste “filosofie” era quella di cambiare il mondo cambiando il modo di pensare e sentire e comportarsi di quante più singole persone possibile. Questo comunque, insieme a molto altro, ha contribuito al raggiungimento di quella massa critica di cui parlavo prima e che ha portato alla possibilità di cambiare le regole del gioco a livello globale.

Quindi adesso la situazione è diversa: non si tratta più di insegnare/suggerire/svelare un nuovo modo (meno doloroso, più armonioso) di interagire con la vecchia realtà, ma di mostrare il modo di interagire con la nuova realtà e così facendo radicare (mettere a terra) la nuova realtà stessa.

A questo punto, il passo successivo è quello di incominciare a FARE delle cose e, per me, il modo più naturale di incominciare è proprio quello di stabilire delle basi operative nelle quali raccogliere le persone e le “consapevolezze” adatte.

E sarebbe secondo me naturale partire creando un centro che oltre ad offrire, specialmente all’inizio, anche delle terapie energetiche classiche capaci di richiamare, grazie a concetti già noti, l’interesse di un numero crescente di persone (utenti, clienti, pazienti, per usare i termini classici), sviluppasse e dichiarasse e presentasse e praticasse una “teoria unificante”, capace di raccordare con la visione della nuova realtà le moltissime teorie, filosofie e approcci attualmente disponibili. Anche le terapie energetiche classiche dovrebbero essere inserite e riviste alla luce di questa “teoria unificante”.

Si tratterebbe, inizialmente, di mostrare come, pur nella diversità delle parole e degli approcci, il messaggio di tutte queste filosofie in realtà punti verso una filosofia di fondo univoca, riconoscibile attraverso molti nodi comuni.

È chiaro che la “teoria unificante” di cui parlo è molto aperta, molto flessibile, molto personalizzabile e anche dinamica per definizione e quindi non potrà essere che quanto di più lontano possa esserci da un insieme di dogmi, di leggi e di commi, però sento (da tempo) l’esigenza di raggrumare in un qualcosa di più solido questa enorme nuvola di messaggi e messaggeri che circonda attualmente la Terra. Una nuvola che, pur avendo il vantaggio di coprire una vastissima area di “utenti”, ha anche lo svantaggio di essere piuttosto diluita ed in un certo senso di confondere per le sovrapposizioni, gli incroci, le contraddizioni, i “dogmi” concorrenti.

Quindi i passi iniziali dovrebbero essere (in sequenza ma non per questo un passo si deve eseguire solo dopo che il precedente è terminato):

Passo 1: decidere le caratteristiche del luogo in cui creare il centro e contemporaneamente le caratteristiche di base del centro stesso.
Passo 2: cercare e trovare il luogo.
Passo 3: creare il primo centro.
Passo 4: cercare le persone che si occuperanno/gestiranno/lavoreranno del/nel centro.
Passo 5: verbalizzare, esprimere, mettere a terra, quella che io chiamo la “teoria unificante”.
Passo 6: organizzare il funzionamento del centro.
Passo 7: per usare le parole di Lalla “creare belle cose” :D . E questo è un passo MOLTO ampio... che racchiude MOLTE cose... ma veramente MOLTE! :D
Passo 8: far conoscere il centro al mondo.
Passo 9: iniziare l’attività pubblica del centro.
Passo 10: creare il secondo centro... GOTO Passo 1 e ripetere tutti i passi tranne il 5.

Beh, mi rendo conto che pur nella lunghezza del post, il tutto è molto schematico, però credo sia un inizio! :D
Irinushka wrote: Oppure possiamo concentrarci su una messa a fuoco più personalizzata: se io potessi predisporre il mio modo di vita ideale, il mio regime ideale di presenza sulla Terra, come definirei le mie vere esigenze e le mie priorità, in quali categorie descriverei la mia naturale trasmissività, la musica inerente al mio “Io sono”, i punti di riferimento chiave del mio “business, alias benessere, esistenziale”?
Nel mio caso la risposta non cambia di molto, indubbiamente se io potessi predisporre il mio regime di vita ideale e le mie vere esigenze e priorità vorrei occuparmi in prima persona, ed insieme alle altre "consapevolezze" adatte, della realizzazione di quanto sopra e della manifestazione della nuova realtà.

E' evidente che le questioni "secondarie" quali il soddisfacimento delle mie esigenze personali ("ad ognuno – secondo i suoi bisogni”) sarebbero automaticamente incluse nel pacchetto: il fatto stesso di essere coinvolto in quel modo nel progetto, quindi l'esistenza stessa del progetto, costituirebbe già la risposta a tutte le mie esigenze, il resto non sarebbero altro che "dettagli inevitabili"! :)

Luca
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Re: Tavola rotonda: Noi e il nostro "business esistenziale"

Post by Luca »

a livello di SO centrale penso che attiverei alcuni potenziali per quanto riguarda il "singolo":

a) una comunicazione ed integrazione più piena tra le nostre parti incarnate e non incarnate (Anima, Sè Divino, Aspetti, ecc...) con la Sorgente Universale e con la Fonte Primaria personale;

b) una connessione amplificata con tutto ciò che è la nostra personale "sfera" di incarnazione (intendendo in questo tutte le vite compresenti nell'apparente susseguirsi del tempo);

c) una connessione amplificata con la banca dati universale in cui sia possibile attingere in maniera più chiara alla Conoscenza Universale ottenendo una interazione e percezione maggiori di esperienze diverse da ciò che abbiamo vissuto direttamente durante l'incarnazione;

d) una connessione amplificata (rispetto a ciò che si è già manifestato) tra le varie intelligenze incarnate e disincarnate in un sistema compartecipato di creazione di nuove soluzioni ed applicazioni sul piano materiale (concordo pienamente su quanto detto da Irina: dal piano più sottile la trasmutazione di un "progetto" in qualcosa di concreto è davvero un'opera d'arte in cui la nostra parte, in qualità di incarnati, è di centrale importanza ma che può beneficiare di una collaborazione con altri piani esistenziali).

Queste connessioni ci sono sempre state e già molti possono riconoscere aspetti di quanto si va disvelando in questi anni ma io sento che si possa fare un ulteriore salto di "qualità".

L'amplificazione della connessione include, per rimanere equilibrati, una amplificazione della facoltà di integrare e gestire questa mole di informazioni così diversificate e complesse.

Integrazione che il mentale non può compiere ma che può, invece, compiere un nuovo stato d'essere che riesca a smistare, gestire, convolgiare tanti dati di così disparata provenienza e contenuto in un fluire nell'onda personale di vita che sia armonioso, elegante, agile ed efficace.

Questo diverso stato d'essere viene da me ricondotto a quella facoltà, incentrata sulla forza del Cuore, che si sta manifestando con sempre maggiore forza.

Quindi penso che l'interfaccia a livello individuale è questa capacità di "gestione" di tali e tante informazioni che ora può giungere ad un livello molto più forte di prima.

Qundi una volta che la gestione del SO ha predisposto questo potenziale di GESTIONE AMPLIFICATA per il singolo che "includerebbe" questo "aggiornamento" del suo sistema personale, la pratica unificata di cui si parla potrebbe essere proprio una modalità di assistenza e stimolo ai singoli di attivare in sè tale CONNESSIONE AMPLIFICATA.

Una modalità unificata che porti alla personale amplificazione di tali facoltà di percepire, integrare, gestire, accogliere, creare passa necessariamente verso un rafforzamento del Sè manifestato ed attraverso quella forma di esistenza ed interazione con la realtà manifesta e non che è l'amore incondizionato.

Se volessimo continuare il paragone con il mondo del software...la personale password energetica per accedere a questo aggiornamento sarebbe l'amore incondizionato.

Ciò offrirebbe l'"apertura del pacchetto" che permetterebbe lo stabilirsi di "nuove connessioni e routine esistenziali amplificate".

Molte pratiche, quindi, conosciute ed in fase di sviluppo e manifestazione possono concorrere in questo.
Tutte però unificate da questa ricerca dell'Armonia e Potenziamento della connessione.
Nessuna potrebbe mantenere una posizione centrale ma tutte avrebbero pari dignità poichè è nell'articolazione tra le varie che si potrebbe giungere a quella complessa stimolazione che aiuterebbe il singolo a manifestare l'amore incondizionato per sè e per ciò che appare altro e diverso.

Queste sono linee che si trovano in molte vie oggi praticate ma che possono essere ulteriormente sottolineate tenendosi a "distanza" dal creare separazioni.

La complessità del SO nonchè delle sue tante e diversificate interfacce necessità di una grande capacità di utilizzare tante modalità che apparentemente sono distanti ma che offrono, ognuna, una parte dell'insieme di stimoli necessario.

il nucleo di ogni pratica da inserire in un tal sistema coordinato dovrebbe essere il rispetto: rispetto per chi utilizza tali sistemi e rispetto per sistemi diversi.

Ecco alcune idee "a braccio"....alla prossima integrazione :)

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Re: Tavola rotonda: Noi e il nostro "business esistenziale"

Post by Irinushka »

Luca, Massimo, tanto di capello per questo vostro “spontaneo e naturale comportarsi da demiurghi”! :)

(“… Il demiurgo nella filosofia platonica rappresenta il mediatore tra il mondo delle idee e la materia, dualismo altrimenti inscindibile. Il demiurgo è l'intelligenza che progetta il mondo, avendo le idee a modello e la materia come strumento.
Il Demiurgo quindi non crea affatto ex nihilo, dal nulla, ma è costretto ad operare trasmettendo la forma ideale ad una materia pre-esistente.
... Nell'antica Grecia, tuttavia, il termine demiurgo si riferiva anche ai lavoratori liberi, agli artigiani che vivevano liberamente dei frutti del loro lavoro. L'utilizzo dell'analogia tra la figura cosmogonica del Demiurgo e quella dell'artigiano è presto detta: il Demiurgo, come un artigiano, trasmette il modello ideale ad una materia già esistente, e possiede, oltre che carattere intellettuale, anche competenze tecniche...”)


Direi che stiamo gradualmente scoperchiando un bel vaso di Pandora (“bello” nel senso letterale: all’opposto del vaso di Pandora presente nella mitologia greca, il leggendario contenitore di tutti i mali che si riversarono nel mondo dopo la sua apertura, noi abbiamo accesso ad un vaso di Pandora bello e superpotente che contiene... che contiene... che contiene... l’Integrità e anche tutte le utilities e le connessioni necessarie per farla funzionare ed esprimersi nello spazio vibrazionale del pianeta Terra). :)

Il fatto che spontaneamente mi si stiano creando delle associazioni con la mitologia greca, ovviamente, non è casuale e tende a sottolineare la nostra attuale condizione del “due in uno”. L’uomo e lo Spirito (l’Anima, il Sé, il Divino), fusi insieme e presenti sul piano fisico come un soggetto a tutto campo.

“CasaDei” – come vi piace questo suggerimento acustico? :)

Abbiamo espresso alcuni suggerimenti e considerazioni fondamentali e sicuramente possiamo esprimerne degli altri, man mano che ci vengono in mente, mentre stiamo in attesa degli eventuali sviluppi e degli echi da parte degli “altri” partecipanti della nostra Tavola rotonda. :)

Alla prossima integrazione! :)
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Re: Tavola rotonda: Noi e il nostro "business esistenziale"

Post by Lalla »

Finalmente "svegli"....E un bel po che aspetto questo momento......Circa sei mesi fa ho avuto una visione;era come si vivesse in un altro mondo ma qua in nostri tempi sull questa terra,vedevo come tutto quello che per noi adesso è normale si stava rovinando,crollava...poi la gente che si era divisa in due parti,una che non voleva rinunciare a quello che era; e un'altra che si era messa in movimento,migrava da qualche parte per andare in un posto piu protetto con di piu possibilita, delle nuove possibilita...Mi ricordo che io ero tra gli ultimi che abbandonavano la vecchia realta,li guidavo alla "nuova terra"era come se io avessi dovuto aspettare gli ultimi a decidersi. Ho ancora nel mio corpo la sensazione che ho provato in quei momenti,vedevo il pro e il contro,l'agitazione che si era creata ma anche la calma e la sicurezza di quelli che marciavano e mi dispiaceva tanto per quelli che restavano fermi....Sono contenta che vi siate messi in movimento(per adesso Massimo e Luca),piu lavorate su questo "posto" su questo" centro"su questa "sede"del nuovo SO piu avrò il" potere"di attirare i soldi necessari per crearlo....Lo so, la parola "SOLDI"puo creare le polemiche...ma nonostante cio io ho un buon rapporto fino ad adesso con loro,io li adoro e loro sono contenti di starmi vicino....e tutto questo perche al 99% li uso in modo giusto e se non sono capace li affido alle persone che sono in grado di farlo(in questo caso ho scelto Massimo e come vedete gia si muove bene).Mi auguro e auguro a tutti voi che questo progetto possa diventare reale,il mio naso mi dice che lo sarà....non posso dirvi di piu adesso...perche anche io sto ancora cercando il mio nuovo IO,il mio nuovo modo di vivere e di capire tutto quello che mi sta succedendo...comme al solito un grande abbraccio a tutti

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Re: Tavola rotonda: Noi e il nostro "business esistenziale"

Post by Irinushka »

Lalla wrote: Lo so, la parola "SOLDI"puo creare le polemiche...ma nonostante cio io ho un buon rapporto fino ad adesso con loro,io li adoro e loro sono contenti di starmi vicino....e tutto questo perche al 99% li uso in modo giusto e se non sono capace li affido alle persone che sono in grado di farlo(in questo caso ho scelto Massimo e come vedete gia si muove bene).
Nella sezione russa del forum di recente abbiamo aperto un topic dedicato alla nostra interazione con i soldi, ormai lungo 5 pagine, eppure siamo ancora in alto mare. :)

L’approccio di base su cui siamo tutti più o meno d’accordo, è sostanzialmente questo: bisogna imparare a considerare i soldi come un “nostro prossimo”, come un essere vivente, con le sue specifiche necessità, il suo specifico regime di benessere, la sua ragione, le sue maniere.

Non dobbiamo pensare che i soldi siano soltanto uno strumento passivo al nostro servizio tramite cui noi possiamo soddisfare i nostri bisogni ed esprimere ciò che siamo, non dobbiamo semplicemente sfruttarli e basta, anche se si tratta di una “buonissima e nobilissima causa”, ma dobbiamo relazionarci con loro "come si deve", dobbiamo cercare di capire “di che pasta energetica sono fatti”; dobbiamo renderli compartecipi del nostro personale modo di essere e di fluire, invitandoli ad entrare nel nostro specifico “regime della felicità” e nel nostro specifico “Tempio della Verità”. :)

Dobbiamo aiutarli a transitare dalla loro attuale condizione di una presenza sottomanifestata alla condizione di una presenza integra e completamente manifestata, quella in cui i soldi diventano una naturale espressione e la voce del Tutto, un’utility fondamentale del nuovo SO.

Anzi, dobbiamo evolvere insieme, in sinergia, abbracciandoci e prendendoci reciprocamente cura gli uni degli altri, e, come una naturale conseguenza di questo approccio integro ed olistico – di tutto il nostro pianeta, di tutta la materialità del mondo della Terra.

“Perché sei un essere speciale,
ed io, avrò cura di te…”


«La cura» di Franco Battiato

http://it.youtube.com/watch?v=uPLVPZPuPzU
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Re: Tavola rotonda: Noi e il nostro "business esistenziale"

Post by Lalla »

Ciao Irina,credo che per quello che riguarda il mio rapporto con i soldi o non mi sono fatta capire bene o... In ogni caso mi piace il tuo consiglio,il tuo suggerimento...ci proverò.Un abbraccio a tutti

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Re: Tavola rotonda: Noi e il nostro "business esistenziale"

Post by Irinushka »

Si, l’impostazione di base è più o meno questa, però adesso viene la parte più difficile: imparare a “relazionarsi con i soldi come si deve”, e cioè, captare il loro soundtrack, la loro colonna sonora, la loro trama vibrazionale, il loro ideale regime della presenza.

Spero che nei prossimi giorni "il vento" ci porterà alcuni elementi di questo nuovo saper fare e saper essere… :)
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Irinushka wrote: Oppure possiamo concentrarci su una messa a fuoco più personalizzata: se io potessi predisporre il mio modo di vita ideale, il mio regime ideale di presenza sulla Terra, come definirei le mie vere esigenze e le mie priorità, in quali categorie descriverei la mia naturale trasmissività, la musica inerente al mio “Io sono”, i punti di riferimento chiave del mio “business, alias benessere, esistenziale”?


E quindi dobbiamo provare a valutare i nostri effettivi bisogni e le nostre inclinazioni naturali, sia nel nostro attuale "qui ed ora", sia in prospettiva, calcolare e tracciare il nostro profilo ideale della presenza sulla Terra, quello in cui il nostro specifico “dare” e il nostro specifico “ricevere” potranno allinearsi in un equilibrio perfetto.

“Da ognuno – secondo le sue capacità, ad ognuno – secondo i suoi bisogni”, recita il famoso slogan marxista, e non lasciatevi scoraggiare dal fatto che il tentativo di realizzarlo in pratica, creando una società socialista – “il paradiso dei lavoratori”, sia fallito clamorosamente.

Lo slogan è giusto, solo che nella vecchia e sottomanifestata materialità della Terra non poteva assolutamente funzionare. Mentre nella nuova… :)
A quanto pare, attualmente il “comando centrale” sta trasmettendo in broadcasting (indirizzandolo a tutti coloro che si sono già svegliati o si stanno svegliando) un'impostazione di questo genere: la necessità di transitare dalla “causalità primaria, o primordiale” ai contesti della causalità e della fattibilità più circoscritti e concreti, più “umani”.

Il passaggio dalla condizione “Io sono” e basta, alla condizione in cui intorno a questo primordiale “Io sono” possono svilupparsi e manifestarsi vari “Io ho”: Io ho, Io predispongo, Io costruisco vari agganci con la materialità della Terra attraverso questo o quel contesto applicativo, questo o quel regime dell'eccitabilità.

La logica di base è più o meno questa.
Prima si tratta di scoprire questo stato di grazia e di benessere a prescindere, la nostra capacità di riconoscere ed ammirare noi stessi, di ammirare gli altri, di ammirare ogni singola manifestazione del Creato, di percepire il nostro ruolo di “demiurghi”, di co-creatori e di “rieducatori” a livello planetario, di renderci conto di come il mondo ora sia plasmabile e modellabile a tutti i livelli, che qualsiasi cosa sia possibile, perché il volume spaziale in cui ci è dato vivere ed essere presenti è quello “a monte”.

Dopo di ché, pur continuando a vivere in questo stato di grazia e di sbalordimento per quella Cosa grandiosa e senza precedenti che ci è capitata, dobbiamo predisporre ed attrezzare anche il nostro volume “a valle”; quello a livello di superficie, quello in cui la nostra nuova vitalità espansa potrà esprimersi ed essere messa a terra attraverso il “saper fare” pratico, consono alla nostra natura profonda.

E come procediamo, allora, per scegliere i nostri ruoli in questo ambiente esistenziale nuovo di zecca?

Dobbiamo senz’altro ascoltare, ascoltare a tutto campo, ma possiamo delineare in qualche modo i criteri fondamentali di questo nostro stare in ascolto del nostro nuovo modo di vivere?
Possiamo predisporre il pettine – quello a cui dovrebbero arrivare eventuali “nodi”? :)

Ultimamente sento il riferimento del “soundtrack”, o della “colonna sonora”, farsi vivo con me con un’insistenza sempre più forte.

È la nostra “chiamabilità”, il perno della nostra stabilità esistenziale, la trama del nostro pensare – sentire, e a questo punto - anche del nostro fare.

Quindi dobbiamo ascoltare più che altro questa nostra colonna sonora, farla parlare attraverso qualsiasi cosa ci capiti a tiro.

E, per esempio, la Parola è uno strumento di ascolto formidabile, praticamente è già in grado di comunicarci ciò che noi vorremmo sapere, se solo noi glielo lasciamo fare.

E un’altra considerazione ancora.

Ciò che succede adesso ad ognuno di noi, succede contemporaneamente a tutti noi, noi viviamo le nostre faccende personali in regime broadcasting, nel regime della condivisione a prescindere, nel regime del “Uno per tutti, tutti per uno”.

Quindi le varie pareti divisorie, le barriere dell’autoisolamento e della non condivisione che l’Uomo sottomanifestato aveva imparato così bene ad erigere intorno a sé ad ogni suo respiro e ad ogni suo passo, ora stanno vacillando, diventano sempre più ridicole, grottesche e fuori luogo, eppure non potranno scomparire da sé, semplicemente perché false e poco adatte ad essere la dimora e la manifestazione del divino.

Possono essere disattivate, smontate e “drenate” soltanto da chi le aveva create, e cioè da questi stessi esseri sottomanifestati saliti ad un altro livello di consapevolezza da cui si intravede tutt'un altro genere di prospettiva, dove domina tutt’un altro atteggiamento verso sé stessi e verso il mondo.

E a questo punto l’Uomo sottomanifestato diventa… che cosa?

Vorrei poter dire “diventa l’Uomo completamente manifestato”, ma non ne sono ancora sicura.

Per quel che riguarda me stessa, definisco il mio attuale modo di esistere come uno “stato ondulare plenipotenziale”, ed è una condizione meravigliosa e stupefacente, ma sicuramente non è ancora “la dirittura di arrivo".

Alla prossima condivisione! :)
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Irinushka
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“Sette volte misurare - una sola volta tagliare!”

Post by Irinushka »

“Sette volte misurare - una sola volta tagliare”, dice un proverbio russo ed immagino che anche in italiano ci sia un detto simile.

Lo stato ondulare plenipotenziale, oppure “il passaggio ondulare”, la condizione che sto sperimentando adesso sulla mia pelle, nella sequenza “Sette volte misurare - una sola volta tagliare”, si trova esattamente sul confine tra lo spazio del “Sette volte misurare” (anche se in realtà "le prove" a livello dello Spirito e della Ragione superiore sono state decisamente più numerose) e lo spazio del “Una sola volta tagliare”: il momento in cui la scelta fatta, verificata e confermata dall’anima e dal corpo sta per essere manifestata negli involucri solidi.

In cui uno sceneggiato, un bozzetto della trama esistenziale prende vita e si trasforma in uno “stereofonico film d’autore”, diventa un’opera d’arte multicolore fatta persona, si autocatapulta e si autoinserisce nello spazio del piano fisico attraverso uno “scivolo”, inclinato secondo una particolare angolazione (angolazione di base che sento di poter anche chiamare "angolazione staminale").

Vi ricordate il riferimento al principio di Archimede che facevo nel mio articolo sulla Felicità? :) :

La nostra essenza di sé con tutti i suoi annessi e connessi si sta immergendo nel nostro spazio fisico e, secondo il principio di Archimede, non mancherà di “spingere fuori” una certa parte del nostro attuale volume esistenziale planetario.
Influirà sul nostro modo di stare sulla Terra, di vivere la nostra fisicità, di essere degli esseri umani.
La grande incognita, però, è questa: che ora come ora non c’è nessuno, proprio nessuno, in grado di misurare e di pesare queste nostre parti profonde “mai baciate ed esposte alla luce del sole”, di convertire i loro ingombri primordiali nelle unità di misura terrestri.


Il passaggio ondulare è un regime di oscillazioni molto particolare che permette al volume che sta per entrare e al volume che sta per essere “spinto fuori” di concordare i loro rispettivi ingombri, e queste “trattative” avvengono a livello micro, molto molto micro, e non a livello macro. A livello di ogni singola corda, di ogni singola fibra e particella eccitabile, di ogni singolo movimento.

L’otto marzo, il giorno della festa del principio femminile :) , si è fatta viva con me questa canzone:

Su di noi - PUPO

http://www.youtube.com/watch?v=6_au6L0k41Y

Sempre più spesso scopro che le canzoni che “casualmente” mi capitano a tiro, riescono a riflettere in modo perfetto le sfumature e le eccitazioni del momento corrente, e questa canzone, al mio parere, è un vero tesoro. :)

“Su di noi nemmeno una nuvola
su di noi l'amore è una favola
su di noi se tu vuoi volare
lontano dal mondo, portati dal vento
non chiedermi dove si va.
Noi due respirando lo stesso momento
per fare l'amore qua e là.
Mi stavi vicino e non mi accorgevo
di quanto importante eri tu
adesso ci siamo, fai presto, ti amo
non perdere un attimo in più.”


Un bilanciamento sul confine tra l’effimero e la stabilità solida e tangibile, con la tendenza dello spostamento in progress nella direzione di quest’ultima… :)

Da un lato, una bellissima descrizione della condizione del premanifestato, dell’estrema leggerezza dell’essere e del “tutto è possibile”:

“Noi due respirando lo stesso momento
per fare l'amore qua e là”.


E anche:

“Su di noi se tu vuoi volare
ti porto lontano nei campi di grano
che nascono dentro di me
Nei sogni proibiti di due innamorati
nel posto più bello che c'è.
Lontano dal mondo, portati dal vento,
respira la tua libertà
giocare un momento poi corrersi incontro
per fare l'amore qua e là.”.


e “non chiedermi dove si va.”

Mentre dall’altro lato, si percepisce un crescente bisogno della determinatezza, della concretezza, della stabilità, della condizione “Io ho”, da manifestare ed espandere intorno al primordiale “Io sono”:

“Adesso ci siamo, fai presto, ti amo
non perdere un attimo in più.”


Insomma, dai, svegliati, deciditi, che i tempi ormai sono maturi… :)

Quindi, tornando alla nostra situazione dei due volumi esistenziali, “entrante” ed “uscente”, che stanno facendo tra di loro un loro specifico dialogo “di servizio”, per concordare i loro rispettivi modus vivendi e modus operandi, io posso o non posso, devo o non devo “chiedere dove si va”? :)

Oppure per il momento il punto focale della mia stabilità esistenziale è quello dell’intuire e delineare la mia tipologia e trama della felicità, i criteri di base del mio modo di vita ideale che dovrebbe aderirmi come una seconda pelle, mentre focalizzarmi sui vari dettagli, tipo: “Dove? Quando? In che modo? Su quali basi? ecc.” potrebbe essere controproducente? Potrebbe distrarre me stessa ed altri “membri della troupe” ed "addetti ai lavori" da questi lavori molto molto particolari ed impegnativi?

Direi che in questo momento l’assetto migliore è quello di essere il più possibile centrati nel Sé, il più possibile aerodinamici, rinunciando ad ogni tipo di zavorra energetica (materiale non più eccitabile e non conduttivo), evitando di invadere ed ingombrare il campo operativo del miracolo in progress con dei pensieri e delle domande che potrebbero appesantire ed ostacolare il processo.

Insomma, è meglio viaggiare leggeri e “non chiedere dove si va”; però, siccome questo “passaggio ondulare” è per tutti noi una condizione mai vista né vissuta prima, gli accenti e le impostazioni potrebbero cambiare da un giorno all'altro, da un momento all’altro.

E quindi … rimaniamo in ascolto, in un ascolto trasversale, intenso e consapevole, e facciamo in modo che le cose succedano da sé… :)
AIRI-SON

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Luca
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Re: Tavola rotonda: Noi e il nostro "business esistenziale"

Post by Luca »

Avere fiducia nell'Universo.
Avere fiducia in sè stessi.
Penso che sia un elemento, un ingrediente, un suono sempre più importante nel procedere.
Capita di vivere esperienze che possono far crollare il programma che una persona si era creato nella mente :)
ma dov'è il dono? dov'è il bello?
queste solo le domande che possono aiutare ad accogliere ciò che ci si presenta dinanzi.
Quindi un ingrediente fondamentale e saper accogliere il crollo del "castello" per vedere il fiore che nasce dalle macerie.
Non trovate?
Un abbraccio,
LUca

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Re: Tavola rotonda: Noi e il nostro "business esistenziale"

Post by Irinushka »

Posso provare ad unire insieme la prima e la seconda frase del tuo post? :)
Avere fiducia in se stessi, capaci di eccitare l’Universo con il nostro Sé, con il nostro regime della fattibilità, con l’unicità della nostra presenza.
Probabilmente, molti “crolli” avvengono proprio per farci capire questa verità fondamentale: ognuno di noi è fatto di una sua specifica “pasta esistenziale eccitabile ” e il nostro giusto atteggiamento verso noi stessi e il mondo deve essere allineato con questa nostra “pasta”. :) Non c'è altro modo.

Dobbiamo imparare a percepire noi stessi usando il nostro specifico “linguaggio di autore” (il linguaggio della propria onda), rinunciando ai vari schemi mentali attualmente in circolazione che ci impongono di "sapere", o di pensare di sapere, questo o quello.

Dobbiamo diventare una “tabula rasa” fatta persona, un ricevitore aperto e non prevenuto, che, proprio a causa di questa sua apertura, è capace di dialogare con chiunque, pur rimanendo sulla propria lunghezza d'onda.

La condizione dell'“essere umano” non significa una finta uguaglianza, un “livellamento” della propria unicità a favore di un “noi” di bassa lega – anzi, una vera intesa tra le persone può sorgere soltanto quando saremo in grado di ascoltare e di percepire gli altri, come dei “manifestatori e portatori dei sensi” che per definizione sono diversi dai nostri, e che noi quindi possiamo captare solo con la coda dell'occhio.

Ognuno di noi è venuto qui con la propria specifica responsabilità e maestria, con l’incarico di essere un unico ed irripetibile rappresentante del Tutto, con i propri obiettivi e compiti esistenziali che semplicemente non possono essere confrontati con quelli degli altri in modo diretto.

E quindi finche noi continuiamo a sbirciare gli altri come un nostro “simile” (come un fattore della realtà che influisce sul nostro atteggiamento verso noi stessi in modo rigido), ci troveremo a vivere in una condizione di una falsità autoindotta, a mantenere in piedi il regime “di una lussazione di sé”, che ci si ritorce contro e ci fa soffrire.

E non c’è nessuno, proprio nessuno, che può riparare questo genere di “lussazione” al posto nostro…

P.S. A proposito, stanotte l’etere mi ha donato questo simpatico suggerimento acustico su come stanno le cose:

"I Have Heaven". :D
AIRI-SON

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