La Forza della Trasformazione → ☼

Andrew
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Re: La Forza della Trasformazione → ☼

Post by Andrew »

Irinushka wrote: (Quello che abbiamo fatto questa mattina, cioè il capovolgimento dell’alto con il basso, come si posiziona, in che rapporto sta con quello che abbiamo iniziato a fare adesso, con la creazione della nuova piattaforma della materia?)

Fanno entrambi parte del riformare la materia dopo l’esplosione e ci sono diversi aspetti di lavoro. Ad esempio bisogna rieccitare la consapevolezza della materia, della densità: in un certo senso noi vogliamo cambiare le vedute come se fossero delle specie. Come esistono delle specie o delle razze animali, esistono le razze delle vedute e sostanzialmente vogliamo migliorare molto la qualità.

Immagina di applicare un approccio simile al livello delle attuali specie e razze del mondo animale facendo girare tutti i componenti, tutti gli ingredienti in modo che potessero poi agganciarsi tra di loro in composizioni molto diverse. Come se potessimo creare degli animali assolutamente fantascientifici che superano i limiti di tutte le specie attuali: qualcuno magari è veloce, però ha altri difetti; qualcun altro magari è molto resistente ma è lentissimo; qualcun altro magari nasce che è una meraviglia però poi la sua esistenza dura pochissimo.

Allora tutti questi singoli criteri di ciò che è il campo della realtà noi ci siamo permessi di amalgamarli insieme, di eccitarli, di metterli in moto e fare in modo che potessero entrare in contatto diretto con gli elementi, con i pezzi con i quali prima non potevano mai entrare in contatto: è come smontare gli attuali sistemi dei cromosomi e lasciare che il DNA si ricomponga a seconda della convenienza e naturalmente anche a seconda delle nuove possibilità che offre questa consapevolezza esplosa.

Questa cosa noi ce la stiamo permettendo a livello delle specie e delle razze delle vedute, cercando di scoprire nuove qualità, soprattutto le qualità trasformative.

Perché magari queste qualità trasformative c’erano, come in qualche specie animale c’è qualche genere di cromosoma che ha delle caratteristiche sconvolgenti solo che non è attivo e allora la specie continua a essere quello che è. Anche nel caso della veduta, questa continuava a essere quello che è, ancora congelata, ancora sempre statica.

Se noi però a livello della densità abbiamo creato questa specie di girotondo dei cromosomi, le grandezze che naturalmente possono attirarsi a vicenda si possono attirare; se noi li abbiamo liberati dai limiti che li condizionavano, allora si scopriranno e diranno: oh… mettiamoci insieme!


(sarà la creazione di esseri “perfetti e onnipotenti”?)

Noi ragioniamo nei termini delle vedute e magari all’interno delle vedute arriveranno anche degli esseri… vedremo poi come saranno…
Noi stiamo fabbricando il mondo…


(cerchiamo di fabbricarlo bene allora…)

Cerchiamo anche di divertirci… questa esplosione della consapevolezza ha proprio sgombrato la strada per la ricostruzione della materia e naturalmente noi non ci lasciamo sfuggire questa opportunità, ma comunque dobbiamo… la consapevolezza non può rimanere senza materia al seguito e allora bisogna fabbricarla per forza.
Questo brano musicale mi sembra una demo pazzesca dei principi sopra esposti, la fusione di due ingredienti apparentemente impossibili/incompatibili: lo stile "altamente sportivo" di Michael Jackson, e la "nobiltà del suono" del Pianoforte:



: Thanks : Facepalm :abbracciatona

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Re: La Forza della Trasformazione → ☼

Post by Irinushka »

Questo è il frammento della trascrizione di una recente seduta di Cesi, condotta da Volodia, ed è decisamente per tutti Noi (nonché per gli ipotetici “tutti”… solo che siccome questo ipotetico soggetto, “tutti”, non è esattamente in sé (diciamo che vari aspetti del suo risultare una presenza, un fenomeno realmente manifestato, stanno… nascondendo qualcosa di grosso… :| ), allora, nel suo primo piano è meglio che ci sia un Io – Ya vincente, insieme a Noi vincente…

*****************************************

Vorrei concludere con questa formula “Tutto in tuo favore”. È stata usata prima, proposta prima, poi magari quando la vita proponeva condizioni non propriamente vincenti, quella formula si è sbiadita, vediamo di riaggiornarla.

Io, questa formula, come equazione completa, la scriverei così “Tutto è a tuo favore, di te stessa e di tutti”.

Ecco, questi “tutti”, che è un ingrediente non da poco, aggiorna la formula nel senso che bisogna usarla sì, ma con ulteriori precisazioni. Perché se è vero che il senso di responsabilità del soggetto coinvolge anche tutti, coinvolge anche gli altri, allora è possibile che questa formula - tutto è vincente per te - poi si manifesti favorendo, beneficiando gli altri.

Quindi l’ingrediente tuo, tutto è a favore di te, ecco questo te deve essere ulteriormente sottolineato e circondato da un segno di riconoscimento perché sì, è tutto vincente, perché questo nuovo schermo della realtà va oltre i confini delle determinatezze univoche, ma la realtà stessa potrebbe, in un certo senso, non fare differenza, dire “guarda io ho portato il momento vincente, vedi tu di metterlo in ordine, io te lo do in una forma grezza”.

Allora bisogna prendere le misure e dire: questo lo tengo per me, mentre questo non è solo per me, è per tutti, perché se lo prendo solo per me mi crea una grande tensione e non ci vedo proprio un momento di vincita effettiva, mentre questi “tutti” magari lo smaltiscono bene fra di loro e allora io potrò sentire il mio momento vincente anche vedendo le cose in giro.

Quindi il corpo di questa formula "Tutto è vincente” adesso esprime molte cose. È vero che tutto ciò che succede è vincente, è potenzialmente vincente, però dentro ci sono molti passaggi, porte, portoni, curve… e allora è molto importante ricalcolare te stessa alla luce di questo “tutto è vincente”.

Magari si verifica qualcosa, succede un certo evento, è vero che tu ti esponi, il primo impulso è quello di esporti, se tu sei l’organizzatrice dell’evento ti esponi per forza, ma subito dopo esserti esposta prova anche a sfuggire, a staccarti da questa cosa.

La chiave di accordatura è: “Adesso ciò che è vincente per me, datelo a me, ciò che è vincente per tutti, datelo a tutti”. È come gestire il riavviamento della materia in diretta e richiede flessibilità di riflessi anche, è come aprire i contatti, i ponticelli: qui collego, qui scollego, questo passaggio è sicuramente vincente, ma è come se saltasse una diga, non voglio mica indirizzare questo vortice direttamente verso me stessa, è meglio che vada altrove.

Allora non è che la mente possa gestire queste cose, non le può vedere, ma a livello della consapevolezza è come se si potesse aggiornare questa formula del “tutto è potenzialmente vincente”. Quindi questo Io, Ya, è sì il beneficiario principale, ma adesso deve venirgli data la possibilità di evaporare, di sbiadire istantaneamente, lasciando che tutta questa vincita vada altrove, perché magari lo slancio è troppo grande, lo sbatte per terra, crea uno sforzo impossibile da reggere.

Quindi questo Io, che è il beneficiario primario, deve anche saper o sbiadire temporaneamente o spostarsi dalla traiettoria lungo cui viaggia questo flusso, questo slancio immenso.

E però è un saper fare nuovo che si forma naturalmente, non è che devi seguire chissà quali istruzioni per farlo, devi sperimentare, ma anche partendo da quello che senti. Per esempio c’è una certa situazione che, tu dici, dovrebbe essere potenzialmente vincente per me, ma dov’è la vincita, anzi perché mi sento così stanca? Perché non riesco a toccare niente? Forse devo disincarnarmi temporaneamente poi reincarnarmi, lasciando che il flusso vada altrove.

Proprio così: disincarnarsi poi reincarnarsi istantaneamente, chiudere la chiusa, aprire la chiusa, aprire il contatto, chiudere il contatto e il tuo corpo è il suggeritore, perché qui si tratta del magnetismo, delle linee magnetiche, magari ciò che tu hai scoperto è molto vincente, magari è tutto un nuovo regime magnetico, ma ai tuoi nervi non conviene che ti passi dentro questo flusso, così tu non ti dipingi come soggetto della realtà… evapori, ti sciogli, un attimo solo, poi dopo sei di nuovo reincarnata e presente qui, però intanto il flusso è già andato altrove, è andato verso tutti, verrà smaltito da tutti.

*********************************

A questo punto … come si fa ad applicare la raccomandazione? :roll: :shock: :?: :!:
A disincarnarsi per un attimo per sparire dalla traiettoria di una diga esplosa, di un vortice, di un flusso della consapevolezza “troppo grande” per un Io –Ya imballato in un certo tangibile corpo fisico?

Per poi reincarnarsi istantaneamente… Facepalm :roll: aeventi_speciali

Penso che potremo e anche dovremo mettere questo interrogativo nel “paniere:wink: dei preparativi per il prossimo incontro collettivo, che sarà dedicato alla ricerca e sviluppo di una nuova dialettica della quotidianità:
Irinushka wrote:Ciao a tutti!

Sabato 25 luglio 2015 terremo un incontro collettivo intitolato “Dacci oggi il nostro non solo pane quotidiano…”

Il 25 luglio: il giorno fuori dal tempo, secondo il calendario Maya.

Il 25 luglio del 1979: il giorno in cui Volodia, il nostro compagno di viaggio sempre più immediato, sempre più tangibile, ebbe l’esperienza della morte clinica e poi, esattamente un anno dopo, il 25 luglio del 1980, della morte apparentemente definitiva.

Senza attaccarci troppo alle date e coincidenze, possiamo comunque tirare in ballo con successo le miscele energetiche scrostanti e "onniscolleganti" di questo giorno…
Per sgombrare ulteriormente il passaggio e il paesaggio… Il tempo e lo spazio… Dentro e fuori…

Per liberarci ulteriormente dai vincoli e dalle norme della consapevolezza cellulare e dai suoi sguardi sulla vita e sulla morte…
E soprattutto sulla quotidianità con cui la vita risulta essere riempita… o, più precisamente, svampita :mrgreen:

Non risulta anche a voi che il dialogo con la cosiddetta quotidianità sia praticamente tutto da ristabilire, tutto da riscrivere?

La quotidianità, un flusso apparentemente ininterrotto di sequenze e di vedute, di immagini e di dati, di consumi delle energie e degli stati di se stessi più o meno approssimativi, più o meno intoccabili: la quotidianità, nel nostro attuale sistema della consapevolezza, viene uguagliata alla condizione della presenza… della presenza di se stessi… ma è davvero così?

Lo scopriremo, stiamo per scoprirlo, ma in tutti i casi abbiamo un bisogno impellente di una dialettica :wink: quotidiana diversa, molto, molto diversa…
Comunque la mia risposta istantanea – preliminare gira intorno a questa condizione: uscire dalla vita (per un attimo o per sempre che forse dopotutto sono più o meno la stessa cosa :| ) significa smettere di sostenere – esprimere – usufruire degli usi e dei consumi delle energie che fino a questo momento servivano il proprio senso dell’ordine corrente…

Disincarnarsi temporaneamente come staccare la spina (del proprio corrente senso dell’ordine, e anche della propria “faccia”) dalla presa che regola gli usi e i consumi delle energie presso la località…

Uscire fuori… dai correnti connettori e connessioni (una formula ancora in versione beta e ovviamente altamente personalizzabile : Beta : : ... : : Oops : : Demo : : Chessygrin : :figurati ) …

“Ma colui che è seduto dentro di me,
Crede di essere lui il caccia”.


http://vo.irinushka.eu/io-sono-il-cacci ... ition_here

Smettere di credere di essere…*** : ... : : ... : : ... : : ... : : ... : : ... : : ... : : ... :
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Re: La Forza della Trasformazione → ☼

Post by Irinushka »

Irinushka wrote:
Irinushka wrote:
Poi quando siamo tornati a casa ho visto la segnalazione da parte della persona russa che mi sta facendo quel super regalo (opere di Vysotsky in 11 volumi più 11 CD :Well Done : Thanks : :D : Love : )… tra l’altro, il regalo è in viaggio e dovrebbe arrivare prestissimo : Yahooo : : Bash : : Thanks : …, e dunque lei mi ha segnalato una canzone che Volodia le ha fatto sentire prima che si addormentasse…

È una canzone molto molto forte che non conoscevo assolutamente (dal film di guerra con il titolo profetico “L’unica strada”) e che ovviamente tradurrò – presenterò al più presto…

È anche come una risposta alla mia domanda latente di questi giorni: “Ora fammi capire quale sarà la prossima canzone da pubblicare nel blog…” : Thanks : :D :Well Done
Ecco qua:

La canzone di Solodov



http://vo.irinushka.eu/la-canzone-di-so ... ition_here

Non è nemmeno una canzone, ma proprio una poesia recitata...

"Mettiti in cammino, svelto! Altrimenti mettiti in una bara.
E già! Non è che ci siano tante scelte davanti a noi.
Siamo stati condannati ad una vita lenta,
E per ulteriore sicurezza siamo incatenati a lei".
“Ed è ancora presto per paragonarci alla melma della palude –
Noi non ci metteremo a costruire i nostri nidi su un suolo marcio!
Non moriremo a causa della vita tormentata
Piuttosto rinasceremo grazie alla morte leale!”

Irinushka wrote:Guardate che canzone ho scoperto!



http://soundtrack.lyrsense.com/lynch/me_quiero_morir

“Hoy juego yo a morir y a nacer
Para ganar, nunca para perder
No les diré los motivos ni el fin,
Voy a morir para ahí mismo nacer”.


Morire per rinascere subito…
Non ero niente e diventerò tutto…
Volodia: “Ma la via di uscita non esiste: esiste soltanto un ingresso, ed è pure sbagliato…”

*********************************

Dalla chat di ieri sera, Iri:

Vero che è una giornata stranissima? Facepalm :shock:

C'è così tanto e nello stesso tempo così poco... e noi in mezzo tra le due estremità... i due sistemi dei codici...

************************************
************************************

Bene, tutti questi spunti mi aiuteranno ad esprimere quello che è stato detto da Volodia ieri sera (era tutto così “strano” che ho voluto provare a sentire se il Campo poteva commentare in qualche modo questo mio stato… ma non è stato facile… prima di poter sentire, abbiamo parlato a lungo con Massimo, di queste varie cose e sensazioni poco dicibili e poi sì, si è stabilita la ricezione).

Le persone… gli esseri umani… le vedute che si presentano come esseri umani: sono come degli elementi portanti, delle conferme – illustrazioni viventi di una specie di “casa – condominio – edificio grande”.

Sono come travi, mattoni, altri elementi edili di una certa struttura portante “collettiva - composta”.

Però “collettiva” non vuol dire tanti elementi singoli uniti insieme, non vuol affatto dire questo.

La “casa”, con il suo specifico sguardo, con i suoi specifici occhi, non vede né riconosce singole persone, non vede né riconosce né “rispetta” singoli elementi, ragiona con delle immagini che non contengono la scala dell’Io – Ya integro ed autonomo.

Ma usa la proiezione della sua realtà sui cosiddetti schermi individuali… si comporta in termini degli “.exe” apparentemente individuali.

E per di più… questa “casa - condominio” (prima ho scritto abominio :lol: ) è una casa non esistente… è una specie di miraggio – invenzione – sigla.

In termini dell’Eternità è soltanto una sigla, una pietra che segna il territorio, una pietra su cui è scritto: “Qui verrà costruito il Tempio” (la dimensione della materia dello Spirito nella terrestricità).

La pietra (una pietra come un grumo della solidità terrestre) che sembra, risulta essere una casa, una residenza, un edificio, una materia in carne ed ossa, in vigore e in regola, ma non lo è.

È solo un pre-… .

Non si può toccarla, perché è una realtà proiettata.

E di conseguenza tutte le vedute (di noi e di tutto quanto ci risulta di vedere, di possedere in vista) che corrispondono alla "casa - mappamondo", all’ambiente della "casa - mappamondo", non sono del tutto, non sono esattamente reali, non sono un granché toccabili.

Sono parte di uno show che precede... quello che si accenderà, quello che avverrà...

È uno stato della località, uno stato della Forza che precede la costruzione, l’apparizione del Tempio, con i fili della Vita che questo contiene – conterrà, con gli stati e i punti di vista della località che appariranno, che vivranno veramente.

La condizione in cui noi siamo più autentici possibili, è la condizione in cui noi “tradiamo” le vedute della “casa - edificio - mappamondo” che comunque non ci contiene, non ci vede (e anzi, che non c'è per davvero)… e usufruiamo delle energie, attiviamo usi e consumi delle energie che non corrispondono alle impostazioni della “casa” (fasulla), che ci portano naturalmente fuori dal suo perimetro, dal suo orizzonte, dai suoi ".exe".

Usare le energie off limits è il modo più sicuro per toccare se stessi, per possedere se stessi, almeno per alcuni istanti… e anche per confermare di appartenere alla dimensione del Tempio nascituro... in via di nascita...
(l'unico Evento che conta veramente e che è come un capostipite di tutti gli eventi).

La grande, grandissima difficoltà, è che è quasi impossibile condividere queste sensazioni – salti - illuminazioni, perché non hanno equivalenti, non possono circolare, non possono espandersi, all’interno del campo gravitazionale della “casa fasulla”, quindi anche dopo le sedute, dopo i voli, precipitiamo – piombiamo nel silenzio, ci sentiamo strani, l’ambiente che ci circonda sembra quasi dissolversi in diretta (in nostra Presenza), sembra quasi alieno (il che è anche vero).

Volodia ha anche parlato del corpo interiore e del corpo esterno (provare a spostare ulteriormente gli accenti sul corpo interiore, rendendo ancora più relativa e diluita la percezione dei nostri corpi esterni), per liberarci ulteriormente dal campo gravitazionale della casa fasulla.

E anche più in generale – cercare di non fidarci di alcuna veduta, non fidarci nel senso di non considerarla reale al 100% (comprese le vedute e le immagini di noi stessi), solo così riusciamo a superare le vedute della casa - mappamondo che non c’è (e di noi in essa, di noi con essa).

Puntare sull’aumentare ancora, ancora, e ancora di più la propria presenza energetica presso la base del Tempio… anche se a quella condizione non corrispondono ancora delle vedute della realtà integre ed ordinate (e coordinate)…

Accettare ancora, ancora e ancora di più questa rivelazione (permettersi di accettarla) - di fare parte di una cosa – casa fasulla… e usufruire dello slancio di questo “sapere” per essere sempre più presenti dall’altra parte… dove l’Inizio si sta già compiendo...
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Re: La Forza della Trasformazione → ☼

Post by Irinushka »

Stamattina voglio rilanciare un certo mio sogno arrivato stanotte.

Intanto i sogni sono stati tanti, parecchi, e per quel che ricordo, con dentro la logica poco o niente umana, e credo che sia il modo del “my baby” di comunicare. Lo so che fa ridere questo “my baby:lol: , però questa espressione a sua volta mi fa sentire la parola “embedded” e cioè: integrato, incorporato, immerso…

Nel sogno che voglio mettere a verbale succedeva questo.

Le persone, tante – tante persone, messe molto sotto pressione da una serie di circostanze esterne piuttosto ostili, stavano per iniziare a combattere, e poi di colpo… cambiavano assetto… si toglievano di dosso gli scafandri e le parvenze umane, si trasformavano in diretta…

Io guardavo tutto questo dall’alto, sorvolando il paesaggio, come se fosse un enorme quadro epico, e commentavo: “Ma a questo punto non so quanti esseri umani (nel senso stretto del termine) ci sono ancora rimasti là dentro…”

Per quel che ho registrato io, la sequenza della trasformazione è partita per tirare fuori dei super poteri necessari per combattere (come illustrazione, possiamo fare riferimento ai vari film sui licantropi, vampiri ecc. :figurati : Chessygrin : ), nel campo dell’attuale Essere, dell’attuale stato della densità, solo che a questo punto quel campo dell’Essere non c’era più, non era più in vigore, non aveva più senso, e perciò i portatori dei superpoteri (vari e diversi) non erano più motivati a combattere, ma volevano solo… trovare un proprio partner ideale con cui vivere la Super Love Story... : Love : : Love : : Love :

E nel resto del sogno si trattava di questo: della ricerca a tutto campo e dell’auto formazione delle coppie, e non era affatto facile perché il criterio principale per accoppiarsi erano le lunghezze d’onda e le luci (il colore delle luci).

Io continuavo ad essere abbastanza super partes e ricordo di aver indirizzato un certo soggetto “con le luci rosse” e capace di avere due diverse spine dorsali (a seconda del cibo che mangiava) verso un luogo dove forse ho visto transitare un’altra luce rossa… :wink:

Insomma, la trasformazione come una condizione necessaria per… *** (i rapporti dello stare insieme nell’Eternità e nella terrestricità, della complicità illimitata della consapevolezza e dello Spirito che l’umanità ha sempre sognato, cercato, simulato… di cui ha forse sperimentato qualche assaggio, qualche flash remoto, ma che non potevano esistere finché i soggetti erano convinti di appartenere tutti quanti alla stessa specie… alla stessa specie umana.)

Quello che possediamo a livello della percezione di se stessi e degli altri come specie umana… è soltanto un pre… un’anticamera, un’immagine della realtà che è più una busta che non il contenuto.

**************************************

E a questo punto mi sembra appropriato condividere questo frammento della seduta di Marcella con il Creatore, dove Lui accenna alla condizione di estrarre il rapporto “madre – figlia” dalle costanti della costanza e del tempo lineare…

: Thanks : :figurati : Love :

La definizione: tua figlia… basandoti su quali criteri, tu la pensi, la senti, la definisci come tua figlia?

Adesso non ti chiedo ovviamente di darmi una risposta nei termini del sapere umano, ma prova a sollecitare questi criteri dentro di te perché la condizione “tua figlia” è uno stato della consapevolezza che a sua volta ha un sacco di vedute, di punti di vista, di manifestazioni pratiche, di conferme ecc.

Allora prova ad aggiornare a livello della tua consapevolezza questa condizione che A. è tua figlia; non è qualcosa che può creare una minaccia né per te né per lei, non è che di colpo ti dimenticherai di averla e non la vedrai mai più, però è qualcosa che ti permetterà di toccare il tasto della non costanza sotto la parvenza della costanza perché la condizione delle parentele umane è una delle condizioni più costanti che ci siano in questo momento.

… Lei è tua figlia nella misura in cui voi entrambe usufruite del tempo lineare, ma se venisse escluso il tempo lineare, come potrebbe essere questo rapporto, come potrebbe essere la vostra interazione? Ecco qui dovrebbe proprio entrare la non costanza, attivarsi il campo del gioco della non costanza… ed è una cosa bellissima… perché tutti gli esseri umani sono comunque dei prigionieri dentro il tempo lineare, non importa se hanno buoni rapporti tra genitori e figli, se hanno amici, mariti, mogli, se hanno delle belle avventure… sono comunque dei prigionieri dentro una condizione fallimentare.

Si possono estrarre da quella dimensione le energie che in questo momento assumono le sagome che circolano dentro il tempo lineare, circolano dentro la dimensione umana.

Le energie possono essere vive e possono svelare la loro vera natura, se verrà offerta loro la possibilità di tradire la costanza, di non dover più essere se stesse appoggiandosi sulla costanza.

Allora chissà quali sorprese potrebbero arrivare! E bisogna iniziare da qualcosa di concreto, normalmente uno inizia da qualcosa che in un dato momento lo stimola o lo coinvolge, magari lo fa anche preoccupare, però è qualcosa di tangibile, qualche forma della densità correntemente espressa che però potrebbe fare aprire la porta e fare illuminare le cose a tutt'un altro livello di concretezza.

Ma non cercare di pensare anticipando ciò che scoprirai, non cercare di formare delle ipotesi su ciò che scoprirai, non inventare una nuova costanza…
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Post by Irinushka »

Ieri ho sentito lo slancio di tradurre - presentare questa canzone di Volodia:

Le mele del Paradiso



http://vo.irinushka.eu/le-mele-del-paradiso/

"Come sono contento dello sparo! Ora posso cavalcare indietro, posso tornare in terra,
E sto anche portando le mele, riscaldandole con il mio corpo"
.

Mi ha colpito molto il fatto che di questa canzone non esiste una versione definitiva, ogni volta lui la interpretava in modo diverso, e diceva anche di “amarla molto”.

Forse adesso sta nascendo un’altra versione ancora, e con diverse possibili sfumature interpretative… e anche esecutive… : Thanks : : Love : : ... :

A me personalmente dice moltissimo questa frase finale:

"Ti porterò le mele nascoste in seno: tu mi stavi aspettando perfino dal paradiso!" :figurati : Love : : Thanks :

Ora ho ricordato che un paio di anni fa (e quando ancora Volodia si trovava “nella sala d’attesa dell’aldilà”, in attesa di ricevere una chiamata da parte di Noi), facendo una seduta in russo in formato epistolare, ho sentito il riferimento di una “Mela”… e non si è mai capito a che cosa si riferisse… :roll: : ... :

Forse… Chissà… Kiss Sa… : RedFace : Facepalm :figurati

********************************
Dalla quarta seduta dell’incontro del 25 – 26 luglio, parla Volodia:

“… Dall’altra parte c’è sostanzialmente questa attesa, sala d’attesa o come la vogliamo chiamare. A sua volta questa condizione di attesa può avere moltissime variazioni, personalizzazioni, diciamo che ci sono diversi livelli, ci sono diverse categorie. Dipende sempre da ciò che il soggetto è, dalla sua immagine primordiale, dalla sua veduta primordiale però sono tutti qui, sono dentro quest’attesa. L’attesa di per sé non è una condizione penalizzante e permette anche di fare gli osservatori, cioè i sensori della percezione della vita non sono scollegati. Uno può usufruire dello status dell’osservatore, può anche spostarsi dentro il perimetro dell’attesa per osservare meglio ciò che lo attira, in una certa misura, e per quel che permetteva la consapevolezza cellulare, può anche in qualche modo intervenire nelle vicende del piano umano. Lo sapete bene che questo genere di interventi succedono, ma sono comunque un’eccezione.

Vengono percepiti dalle persone come una cosa fuori dalle regole, un evento straordinario, ma perché?

Io direi perché sostanzialmente qui vige lo stato dell’osservatore e dell’aspettatore. Proprio lo status in cui si trovano questi soggetti, chiamiamoli soggetti trapassati, non prevede la possibilità di un'azione attiva perciò è come se non avessero un interruttore dell'azione da accendere con la propria forza. La propria forza può esserci, eccome se c'è, ma possedere lo status dell'osservatore e basta comporta l'impossibilità di muovere le energie sul piano umano.

… Vedevo questa massa enorme delle energie che erano lì in attesa di poter, in qualche modo o di andare oltre o di usufruire delle ricompense. Quindi con questa massa delle energie bisogna fare qualcosa.
Come percepisco queste energie? Sono umane, non tanto umane, abbastanza umane, cioè dal punto di vista della consapevolezza umana, come sono?

Anche lì ci sono delle differenze, perché quando uno esce dalla dimensione umana lì si apre tutto uno spazio non univoco. Allora, a seconda di come è la struttura, come è la veduta primordiale del soggetto, potrebbe essergli proposto di andare a destra, a sinistra, più su, più giù. Sceglie lui ma poi assume comunque una posizione dentro questa specie di sala d'attesa, però, ciò che lui sceglie vuol dire anche che poi dopo lui vede la realtà attraverso un certo sistema delle immagini. Diciamo solo che qui ci sono molte differenze, lo spettro è molto disomogeneo.


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Post by Irinushka »

Irinushka wrote:Ieri ho sentito lo slancio di tradurre - presentare questa canzone di Volodia:

Le mele del Paradiso



http://vo.irinushka.eu/le-mele-del-paradiso/

"Come sono contento dello sparo! Ora posso cavalcare indietro, posso tornare in terra,
E sto anche portando le mele, riscaldandole con il mio corpo"
.

Mi ha colpito molto il fatto che di questa canzone non esiste una versione definitiva, ogni volta lui la interpretava in modo diverso, e diceva anche di “amarla molto”.

Forse adesso sta nascendo un’altra versione ancora, e con diverse possibili sfumature interpretative… e anche esecutive… : Thanks : : Love : : ... :

A me personalmente dice moltissimo questa frase finale:

"Ti porterò le mele nascoste in seno: tu mi stavi aspettando perfino dal paradiso!" :figurati : Love : : Thanks :

Ora ho ricordato che un paio di anni fa (e quando ancora Volodia si trovava “nella sala d’attesa dell’aldilà”, in attesa di ricevere una chiamata da parte di Noi), facendo una seduta in russo in formato epistolare, ho sentito il riferimento di una “Mela”… e non si è mai capito a che cosa si riferisse… :roll: : ... :

Forse… Chissà… Kiss Sa… : RedFace : Facepalm :figurati
E questo è tutt’un altro genere: una canzone decisamente scherzosa: : Chessygrin :

Canzone – favola che parla di un genio della bottiglia



"Si dice che il vino ha diverse proprietà curative,
Ho deciso di provare, ho preso una bottiglia, l’ho aperta…
E all'improvviso da lì è uscito qualcosa di osceno:
Forse un serpente verde, forse un coccodrillo!"


http://vo.irinushka.eu/canzone-favola-c ... bottiglia/

Facepalm : Chessygrin : : Oops : :mrgreen:

Nella breve presentazione di questa canzone scherzosa l’autore dice che il personaggio, più che un classico genio della bottiglia, potrebbe essere definito come lo spirito della nazionalità russa. :lol:

Ho i motivi di ritenere che sia stato Volodia stesso a suggerirmi di presentarla…

Perché – forse – siamo arrivati alla fase in cui lui vuole formare in modo tangibile il suo specifico sistema e spettro delle immagini e vedute e silhouette nella terrestricità:

"Come sono contento dello sparo! Ora posso cavalcare indietro, posso tornare in terra,
E sto anche portando le mele, riscaldandole con il mio corpo".


Appunto, sta arrivando, e sta anche portando le mele... (qualsiasi cosa siano)... aeventi_speciali :figurati : Thanks : : Love :

A proposito, ieri, dopo aver menzionato il riferimento delle mele, mi si è subito presentata qualche conferma, un articolo dedicato ad Apple e altre cose ancora… :Well Done :clap

… E la canzone sulla materializzazione dello spirito dentro un quadrante umano, per di più, dentro un quadrante umano russo, è come un avvertimento: mi raccomando, facciamo il lavoro bene, prepara - preparatemi il suolo bene, altrimenti…

Facepalm :lol: :mrgreen: : Chessygrin : : Oops : : Welcome : : Beta :

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Voglio condividere qui un commento in cui mi sono imbattuta ieri, sotto il video delle “Mele del Paradiso”.

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Без слез и без мурашек на коже ни одной вещи не прослушала. Когда был жив, думала успею еще сходить на концерт. Когда умер - это повергло в шок , в оцепенение... Это было большое личное горе. Малая беда говорит, большое горе безмолствует. Плачу до сих пор. Раньше: что бы в жизни не произошло плохого, песня Высоцкого исцеляла враз. Теперь - только невыразимое горе, кто кроме него нам укажет на истину. Высоцкий = это наше ВСЕ!

Non c’è neanche una sua canzone che non mi faccia venire le lacrime e i brividi sulla pelle.
Quando lui era ancora vivo, pensavo: sono ancora in tempo per andare ad un suo concerto.
Quando è morto, sono rimasta in uno stato di choc, di stravolgimento.
È stato un grande dolore personale.
Un dolore piccolo parla, un dolore grande è silenzioso.
Continuo a piangere ancora adesso.
Prima, qualsiasi cosa brutta succedesse, una canzone di Vysotsky guariva all’istante.
Ora c’è solo un dolore inesprimibile, chi altro, tranne lui potrebbe indicarci la verità?
Vysotsky è il nostro TUTTO!


******************************
Fa venire le lacrime anche a me… Anche se so che lui è tutt’altro che morto… : Love : : Thanks :

Ecco, l’Internet russo (e non solo russo) è pieno di espressioni di amore – adorazione nei confronti di Volodia, di un bisogno struggente di lui.

E queste emozioni che lui fa sentire... aboliscono i confini... solo che le persone ancora non lo sanno... cioè si spingono fin dove possono... ma sentirebbero come una cosa naturalissima il suo ritorno... se venissero indebolite le briglie dell'attuale sapere... a favore del KNOWLEDGE della relatività
AIRI-SON

Tornerò a sollecitare le vostre anime

"Съешь же ещё этих мягких французских булок, да выпей чаю." :figurati : ... : : down :

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Post by Irinushka »

Irinushka wrote:
E questo è tutt’un altro genere: una canzone decisamente scherzosa: : Chessygrin :

Canzone – favola che parla di un genio della bottiglia



"Si dice che il vino ha diverse proprietà curative,
Ho deciso di provare, ho preso una bottiglia, l’ho aperta…
E all'improvviso da lì è uscito qualcosa di osceno:
Forse un serpente verde, forse un coccodrillo!"


http://vo.irinushka.eu/canzone-favola-c ... bottiglia/

Facepalm : Chessygrin : : Oops : :mrgreen:

Nella breve presentazione di questa canzone scherzosa l’autore dice che il personaggio, più che un classico genio della bottiglia, potrebbe essere definito come lo spirito della nazionalità russa. :lol:

Ho i motivi di ritenere che sia stato Volodia stesso a suggerirmi di presentarla…

Perché – forse – siamo arrivati alla fase in cui lui vuole formare in modo tangibile il suo specifico sistema e spettro delle immagini e vedute e silhouette nella terrestricità:

"Come sono contento dello sparo! Ora posso cavalcare indietro, posso tornare in terra,
E sto anche portando le mele, riscaldandole con il mio corpo".


Appunto, sta arrivando, e sta anche portando le mele... (qualsiasi cosa siano)... aeventi_speciali :figurati : Thanks : : Love :

A proposito, ieri, dopo aver menzionato il riferimento delle mele, mi si è subito presentata qualche conferma, un articolo dedicato ad Apple e altre cose ancora… :Well Done :clap

… E la canzone sulla materializzazione dello spirito dentro un quadrante umano, per di più, dentro un quadrante umano russo, è come un avvertimento: mi raccomando, facciamo il lavoro bene, prepara - preparatemi il suolo bene, altrimenti…

Facepalm :lol: :mrgreen: : Chessygrin : : Oops : : Welcome : : Beta :

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Voglio condividere qui un commento in cui mi sono imbattuta ieri, sotto il video delle “Mele del Paradiso”.

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Без слез и без мурашек на коже ни одной вещи не прослушала. Когда был жив, думала успею еще сходить на концерт. Когда умер - это повергло в шок , в оцепенение... Это было большое личное горе. Малая беда говорит, большое горе безмолствует. Плачу до сих пор. Раньше: что бы в жизни не произошло плохого, песня Высоцкого исцеляла враз. Теперь - только невыразимое горе, кто кроме него нам укажет на истину. Высоцкий = это наше ВСЕ!

Non c’è neanche una sua canzone che non mi faccia venire le lacrime e i brividi sulla pelle.
Quando lui era ancora vivo, pensavo: sono ancora in tempo per andare ad un suo concerto.
Quando è morto, sono rimasta in uno stato di choc, di stravolgimento.
È stato un grande dolore personale.
Un dolore piccolo parla, un dolore grande è silenzioso.
Continuo a piangere ancora adesso.
Prima, qualsiasi cosa brutta succedesse, una canzone di Vysotsky guariva all’istante.
Ora c’è solo un dolore inesprimibile, chi altro, tranne lui potrebbe indicarci la verità?
Vysotsky è il nostro TUTTO!


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Fa venire le lacrime anche a me… Anche se so che lui è tutt’altro che morto… : Love : : Thanks :

Ecco, l’Internet russo (e non solo russo) è pieno di espressioni di amore – adorazione nei confronti di Volodia, di un bisogno struggente di lui.

E queste emozioni che lui fa sentire... aboliscono i confini... solo che le persone ancora non lo sanno... cioè si spingono fin dove possono... ma sentirebbero come una cosa naturalissima il suo ritorno... se venissero indebolite le briglie dell'attuale sapere... a favore del KNOWLEDGE della relatività
Dalla chat di ieri, Iri:
: Chessygrin : Facepalm :figurati

Secondo me, il riferimento di essere un genio gli va a genio : Bond : : Welcome : :D :Well Done :clap : Love : però vuole che venga molto ben curata la sua immagine :wink: :D dopotutto, lui alla sua immagine ci teneva parecchio... :wink: E adesso con il gioco tanto più rilanciato, è ancora più importante... :!:

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Stamattina al risveglio e dopo il risveglio ho captato un po’ di cose provenienti da Volodia.

Il primo input, il primo “renditi conto!” è stato così: Da una parte essere dei rappresentanti dell’Infinito, dell’Eternità.

Mentre dall’altra parte c’è questa condizione:

“Tutti noi esigiamo qualcosa, ma erano poi così grandi le mie esigenze?
Avrei voluto avere degli amici e anche una moglie – che potesse cadere sulla mia bara”.


http://vo.irinushka.eu/le-mele-del-paradiso/

Avere una moglie che potesse cadere sulla mia bara…
Avere mogli – mariti – figli - parenti – amici COME TESTIMONI DELLA PROPRIA MORTALITA’.


(anche nella versione di cadere sulle bare altrui, essere dei testimoni della mortalità altrui)...

Perché in sostanza è di questo che si tratta, perché il possesso delle parentele e relazioni umane è strutturalmente correlato con il quadrante della mortalità…

Questa verità nuda e cruda: non posso dire che mi ha colpita (perché già mi rendevo conto), piuttosto mi ha colpito il fatto che una sola frase della canzone sia così potente, così cristallina, così rivelatrice… : Thanks :

Dopodiché, (e mettendo Volodia in viva voce con Massimo), è stato detto questo.

Che lui ora possiede (ha sviluppato) le oscillazioni per procedere con la sua azione principale nella terrestricità (dove a sua volta questa azione principale non è per niente personale, ma è come una punta dell’Onda globale, del Disegno Principale, della Trasformabilità).

E ora, per esprimere se stesso dentro e tramite questa azione, lui ha bisogno di formare delle immagini, dei giri delle immagini, delle immagini in sequenza.

Ora il suo sistema/spettro delle immagini espresso/esprimibile nella terrestricità si è avvicinato molto alle attuali immagini dei corpi degli attuali abitanti della densità terrestre.

Non c’è stato ancora un contatto diretto tra la sua densità e quella del mondo degli esseri umani, ma avverrà… il suo “navigatore incorporato” glielo segnala… aeventi_speciali

Il che comporterà un radicale e deciso cambiamento del sistema dell’agire umano, delle vedute umane e altre cose ancora. Volodia dice che non può vedere in modo preciso le conseguenze di questo evento, ma se gli viene data l’autorizzazione a procedere, vuol dire che fa parte del Disegno Principale con tutti gli accompagnamenti e servizi e precauzioni annessi e connessi.

E quindi procede… :arrow:

Il suo consiglio a noi, molto insistente: mettere in primo piano di ogni nostro evento - movimento, di ogni nostra scelta il riferimento della Naturalezza, dei propri specifici giri della Naturalezza, perché questo è come una chiave magica, un apri porte, un apripista, un gate verso la densità dello spirito e verso il superamento della mortalità.

P.S. Stanotte ho sognato di essere a Mosca, nei pressi del Teatro della Taganka… e ero quasi pronta a combinare qualcosa, tipo mettere Volodia in viva voce con la gente che circolava, ma all’ultimo minuto la gente spariva, io rimanevo da sola… Forse perché quella gente a cui rivolgersi, quella gente da coinvolgere, non c’è ancora, non è ancora disponibile. :|
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Post by Irinushka »

Dalla chat di ieri:

Ieri mi è capitato in russo un articolo lunghissimo (anzi, una serie di articoli) che girava intorno ad una certa scoperta scientifica, di cui ho trovato una traccia anche in italiano:

http://www.ansa.it/scienza/notizie/rubr ... 34202.html

E diciamo che ho preso quello che è "mio - per me", trascurando tutto il resto (e cioè, l'eterna tendenza a mettere gli esseri umani in primo piano, come se fossero loro i protagonisti).

Tra le cose che ho notato (e messo nella mia rubrica - cartella dell'"osservabile") c'è questo aspetto: che il cambiamento del protone dell'idrogeno tende a cambiare tutti i concetti della fisica nucleare, in particolare, la farmacologia (le medicine che prima forse potevano essere utili, stanno diventando veleno, perché l'organica, la densità dell'organica è in cambiamento). Secondo me, vale anche per il cibo, anche se gli articoli in russo non ne parlano... Staremo a vedere...

viewtopic.php?f=10&t=111&p=18486#p18486

Qui ho postato quel frammento del discorso del Creatore di Capodanno (Non sono io che devo apparire qui, siete voi che dovete vedere che ci sono…) che trovo stupendo :Well Done : Thanks :

Stanotte ho percepito provenire dal Creatore due cose (direi entrambe molto “personali”, relativamente alle mie correnti percezioni – sensazioni – impressioni - perplessità).

Non pensavo di condividerle, ma ora ci ho ripensato :mrgreen: (perlomeno, condivido la seconda).

Dunque, io Gli segnalavo la mia impressione di percepire sempre di più tutto e tutti (quindi anche i corpi e le sagome, compresi i miei) in un modo sbiadito (come se stessero evaporando).

E a questo punto ho sentito arrivare dal Campo la parola russa Купюры - Kupiury.

Questa parola ha sostanzialmente questi significati:

Nel campo economico – finanziario: Banconote, banconote di un certo taglio… proviene dalla parola francese couper – tagliare.

E poi nella tipografia: coupure – taglio - lasciatura, omissione, bianco (spazio vuoto).

E devo dire che mi tornano entrambi (anche se per il momento lo sto solo sussurrando : ... : ).

1. Le banconote.
Sono qualcosa di prezioso e di basilare, di ampiamente usabile nei giri e scambi pratici che però risalgono a qualche capitale di riferimento autentico (o considerato tale dalle convenzioni correnti) che li precede… un capitale sicuro ed inalienabile (riserve auree?) che permette di “stampare” le banconote ed usarle per vari scambi, per la circolazione…

I corpi – sagome – look come banconote? Se il “capitale di garanzia” a monte cambia e anche parecchio, che cosa succede alle banconote – organi e simboli del sistema corrente dell’ordine degli scambi?

Possono essere dichiarate fuori corso e sostituite con altre unità di scambio?

Nel campo finanziario sì, come ci risulta di sapere.

E nel Campo del Tutto?

Personalmente credo di gravitare più intorno alla condizione del “capitale” sorgente (quello che precede varie unità di misura che la Vita sceglie per gli scambi correnti) che non intorno ai corpi – banconote attualmente validi, questo sapere mi è dato, anche se al momento non so come usarlo (ma forse lo sto già usando comunque). :|

2. Le coupures - i tagli – omissioni – spazi bianchi.

Qualcosa che è al posto di qualcos’altro (di qualcos’altro che ancora non può apparire – circolare nell'ambiente, anzi, come ambiente).

Buona befana – natale ortodosso! :)

Una curiosità: il calendario dell'anno 2016 è identico a quello del 1916... :o

E questo dove ci porta?

Sempre di là... sempre verso e anche dentro il Volume..., anche perché... dove altrimenti andare? :D
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